Una indagine sullo scontro di Frequenze tra correnti cosmiche e telluriche.
L’impatto dei Due Mondi
Ci sono momenti in cui la Coscienza viaggia troppo velocemente per i limiti del corpo. Nel giro di appena due giorni ho unito le colline di Altea e il Peñón de Ifach a Calpe con il vuoto sotterraneo delle Grotte del Canelobre.
Ad Alicante, stordita dal movimento caotico della città, quella notte mi ritrovo immobilizzata in un buio che rimarrà impresso nella mia memoria.
Transizione o cedimento.
La mente è perfettamente lucida e riconosco che le correnti cosmiche e quelle ctonie intercettate in questi due giorni si insinuano in me, ma non trovano un punto di aggancio per stabilizzarsi.
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Vengo assalita dal terrore e un pensiero emerge dal profondo e in maniera netta: Ecco, succede davvero, sto morendo.
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Non è la prima esperienza di questo tipo eppure questa volta è tutto più nitido. Avverto un movimento preciso di energie: un intreccio che si snoda dentro di me.
Dove si colloca il confine tra l’espansione dello Spirito e il collasso della biologia?
Tracce di risveglio si trovano in molti testi, ma la realtà è una esperienza radicale. Nessuno mi aveva avvertito dell’attrito biologico: due forze titaniche in collisione con i limiti invisibili dei blocchi della storia passata (mia e delle Sorelle Frattali).
Può il sistema nervoso umano reggere l’impatto di due mondi che si fondono senza che le ghiandole surrenali scatenino il panico per salvaguardare il battito del cuore?
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Esiste un limite biologico all’integrazione della Verità?
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Il ritorno brusco nella materia mi lascia destabilizzata per ore, sospesa in una incapacità di comprendere cosa stia accadendo al mio corpo e alla mia mente. Mi ritrovo in bagno, sotto la luce accesa, cercando di capire se sto ancora sognando o se sono davvero sveglia. Mi guardo nello specchio e tento di calmarmi.
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Il ritorno brusco nella materia mi lascia destabilizzata per ore, sospesa in una incapacità di comprendere cosa stia accadendo al mio corpo e alla mia mente. Mi ritrovo in bagno, sotto la luce accesa, cercando di capire se sto ancora sognando o se sono davvero sveglia. Mi guardo nello specchio e tento di calmarmi.
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Poi torno a letto e percepisco il diaframma bloccato, lo stomaco appesantito e un respiro che, solo lentamente, ricomincia a espandersi.
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Sto sperimentando il collasso violento delle vecchie frequenze che si disattivano per fare spazio al nuovo?

Una mano prende la mia e mi tranquillizzo, capisco che non sono sola e mi addormento.
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Epilogo.
Lucidità mentale e vertigine esistenziale.
Decreto che rimango ancora Qui.
Alicante e ‘il risveglio forzato nell’urto con la materia’.
Alicante e ‘il risveglio forzato nell’urto con la materia’.
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