Una indagine sulla purificazione cellulare: l’esperienza alle Fuentes del Algar
Flusso.
Dopo il cortocircuito della notte scorsa [qui] è necessaria una messa a terra.
La coscienza sa che l’altissimo voltaggio intercettato dalla mente non può restare sospeso in un limbo: il rischio è di incendiare i canali energetici del corpo.
La nuova energia deve scendere come un torrente, attraversare il corpo e trovare la sua via di uscita nei piedi.

Il mio programma di viaggio si è strutturato saggiamente e mi porta a camminare nelle acque fredde delle Fuentes del Algar, nella zona di produzione delle nespole, dove la corrente liquida diventa conduttore puro di informazioni.
Le sorgenti del fiume Algar formano cascate e piscine naturali di acque cristalline in cui immergersi.
Guarigione o decompressione?
I tendini e i miei piedi sono forse dotati di memoria?
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Mi accorgo che quello che accade al mio corpo a contatto con l’acqua fredda del fiume è un lavaggio cellulare che spinge i codici originari sopiti in me a risvegliarsi; lo sento con forza dirompente.
Il freddo tagliente del fiume si muta in un calore profondo che risale lungo la colonna. I nodi si sciolgono, le resistenze cedono..
In questo punto esatto della Terra il voltaggio altissimo dello Spirito ha trovato il suo ancoraggio perfetto.
Non c’è più separazione tra l’acqua che scorre fuori e l’energia che pulsa dentro il mio corpo.
Il lavaggio è compiuto: Io sono la pietra, sono la corrente, sono il codice che torna all’Origine.
Algar: dove la memoria si discioglie nell’impeto della corrente.



