Suisen ni
kitsune asobu ya
yoi tsukiyo
Fra i narcisi
giocano le volpi
bella notte di luna
(autore Buson Yosa 1715-1784)
Tratto da una Newsletter GuruManontroppo
Il fascino che la Volpe esercita su di me ha sempre incoraggiato il mio bisogno di fare ricerche sul significato simbolico degli animali e sulle relative leggende.
Ti porto ora nel folklore nipponico dove la Volpe viene descritta come una creatura intelligente e leggendaria con la particolarità di presentarsi sia come Essere divino sia come Essere demoniaco.
Come distinguere le 2 polarità?
Intanto introduciamo il concetto di Yōkai ((妖怪), creature soprannaturali di cui si narra nelle leggende nate in sperduti villaggi del Giapppone rurale.
Lo Shintoismo, antica religione politeista e animista, indica tra i suoi pricipi l’adorazione dei Kami (神 – Spiriti) che si trovano in natura e in esseri animati e inanimati.
Gli Yokai popolano il confine tra il mondo reale e quello immaginario, vivono isolati e abitano montagne, foreste e fiumi ma si manifestano anche in utensili e oggetti tipici giapponesi.
Appaiono al crepuscolo e nelle giornate grigie e ne esistono di diversi tipi: malvagi, dispettosi e benevoli.
Gli Oni (鬼), i demoni giapponesi 
Yokai forti e violenti, somigliano a orchi o demoni, sono rossi, blu o verdi, hanno corna e zanne e brandiscono una mazza di ferro. Nel buddismo svolgono il ruolo di guardiani delle porte dell’inferno.
I Tengu (天狗), guardiani della montagna
Possiedono abilità magiche, come cambiare il tempo in base alle loro esigenze, hanno corpi massicci, faccia rossa con naso prominente, ali e piume.
I Kappa (河童), mostri dei fiumi 
Vivono nelle zone d’acqua dolce e nella religione shintoista sono considerati le divinità dei fiumi e dei laghi. Il loro aspetto ricorda gli anfibi e vengono spesso rappresentati con un guscio simile a quello di una tartaruga.
I Tanuki (狸), maestri del travestimento 
Sono maestri dell’inganno ed esperti mutaforma. Originariamente avevano le sembianze di un grande cane-procione e il loro attributo più potente ed evidente sono i testicoli magici che possono adattarsi a qualsiasi necessità: diventano armi, tamburi, ombrelli, piscine o mantelli per nascondersi dai nemici. Queste creature possono imitare le attività umane come il bere e il gioco d’azzardo: in sostanza amano fare scherzi, ma non vanno mai sottovalutati.
Gli Tsukumogami (付喪神), ogget
ti che prendono vita
Nello Shintoismo, come detto sopra, sia gli esseri animati sia quelli inanimati hanno un’anima.
Gli Tsukumogami sono la manifestazione di un oggetto che ospita un’anima: possono manifestarsi in utensili da cucina, attrezzi, strumenti musicali, vestiti, libri, mobili, vecchi oggetti.
Ti consiglio a questo punto di cercare le immagini degli Yokai nei disegni e nelle stampe giapponesi: è una magnifica esperienza che ti proietta immediatamente in altre realtà, stimolando così la tua Immaginazione.
Sono un retaggio del Passato o li troviamo ancora Oggi nella cultura nipponica?
Riconosciamo gli Yokai in videogichi, anime e manga.
Shigeru Mizuki, fumettista giapponese e studioso di folklore, è uno dei mangaka più popolari del Giappone e ha permesso agli Yokai di varcare i confini e disperdersi in tutto il mondo.
I Pokémon ti dicono qualcosa? Sicuramente leggendo le descrizioni folkloristiche degli Yokai li avevi riconosciuti.
Ecco che in quanto Yokai troviamo le nostre Kitsune in manga e anime: famosi sono il personaggio di Naruto e la Volpe a Nove code, in InuYasha il personaggio di Shippo, Renamon nei Digimon e Vulpix e Ninetales nei Pokémon.
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- Se hai qualche conoscenza esoterica, hai sicuramente sentito parlare di Esseri Elementali o Elementari: Gnomi, Ondine, Salamandre, Silfidi.
- Senza alcun dubbio hai preso contatto con gli Esseri di Natura (anche non in modo cosciente).
- Hai sperimentato rituali per pulire le energie dei cristalli, degli oggetti o per purificare una stanza.
- E sicuramente hai sentito nominare le Gerarchie Angeliche.
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Kitsune
狐
きつね
Eccoci qua finalmente a parlare delle Volpi: nel folklore giapponese questi animali sono considerati sacri e vengono rappresentati come servitori della divinità shintoista Inari; li possiamo vedere nei santuari di Inari sotto forma di statue.
Racconti popolari sulle Volpi si trovano anche in Cina e Corea e gli studiosi di mitologia non sono ancora riusciti a individuare una origine certa del mito delle Kitsune: alcuni ne ipotizzano un racconto esclusivamente straniero (India o Favole di Esopo), mentre altri ritengono il mito della Kitsune una credenza indigena giapponese risalente al V secolo a.C.
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I racconti popolari ci parlano di diversi tipi di Kitsune:
1) le Zenko (善狐 letteralmente “volpi buone”): Volpi divine e benevole, talvolta dette semplicemente “Volpi Inari”.
2) le Yako (野狐 letteralmente “volpi di campo”, chiamate anche Nogitsune) invece posseggono un carattere malizioso e intenzioni malvagie.
3) le Ninko (人狐”volpe umana”): spiriti di Volpe invisibile, capaci di interagire con gli esseri umani attraverso la pratica della possessione.
4) altre classificazioni mitologiche suddividono le Kitsune in tredici classi distinte, ognuna delle quali dotata di uno specifico potere soprannaturale.
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Le Zenko (善狐 letteralmente “volpi buone”) 
“Inari (稲荷) o anche Oinari è la Kami (divinità giapponese) della fertilità, del riso, dell’agricoltura, delle volpi, dell’industria e del successo terreno.
Inari è rappresentato come maschio, femmina o androgino e alle volte considerato come costituito da un collettivo di tre o cinque Kami individuali ed è una figura popolare sia nelle credenze shintoiste che in quelle buddiste giapponesi.
Le Volpi di Inari o Kitsune sono di un bianco candido e agiscono come sue messaggere.” (Tratto da Wikipedia)
Le Kitsune sono al suo servizio e assumono il ruolo di messaggero (“mal’akh”, “ággelos”, “angelus “, “messaggero”: ti ricordano qualcosa?) e vengono venerate come fossero a tutti gli effetti delle divinità.
In molti santuari di Inari le statue di Kitsune sono poste a nord-est e hanno il ruolo di guardiano con il compito di impedire l’ingresso dell’energia demoniaca nel mondo terreno.
Le leggende ci raccontano storie di Volpi celesti che forniscono saggezza o servizio agli esseri umani che lo meritano; vengono descritte come Esseri divini che fanno da intermediari tra il mondo celeste e quello umano e diventano protettrici di esseri umani o di luoghi.
La figura della Kitsune non compare unicamente nella tradizione shintoista, ma è legata anche alla religione buddista attraverso Ḍākinī, spirito raffigurato come controparte femminile di Inari: viene rappresentata come una Donna Bodhisattva con una spada e in sella a una volpe volante di colore bianco.
I racconti riportano anche matrimoni tra le stesse Kitsune. Quando piove ma nel frattempo il cielo è limpido si dice avvenga un “matrimonio tra volpi” (Kitsune no yomeiri), in riferimento a una leggenda che descrive una cerimonia matrimoniale tra due Kitsune avvenuta in tali condizioni climatiche.
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Più una Kitsune è anziana, saggia e potente, più code possiede, fino a un massimo di nove.
Quando una Kitsune ottiene la sua nona coda, il suo manto diviene di colore bianco o oro.
Queste Kyūbi no kitsune (九尾の狐 volpi a nove code) acquisiscono anche l’abilità di vedere e sentire qualsiasi cosa accada in ogni parte del mondo.
Le Volpi nere e le Volpi a nove code sono anch’esse viste come benevole.
Le Yako (野狐 letteralmente “volpi di campo”, chiamate anche Nogitsune) 
Esistono anche Volpi ingannatrici e malvagie che però mantengono le loro promesse, ricordano le amicizie e ripagano ogni favore fatto loro.
Si manifestano con suoni e immagini fantasma; possono creare disturbi mentali negli esseri umani; possono manifestarsi sotto forma di strane luci nel cielo conosciute come kitsunebi, o “fuoco della volpe”.
In altri racconti Kitsune sono mutaforma, intelligenti e potenti. Spesso molestano gli umani trasformandosi in giganti o altri terribili mostri.
Kitsune prendono Forma Umana
Come detto sopra, tra le capacità delle Kitsune vi è la possibilità di cambiare aspetto e di assumere sembianze umane, un’abilità che la Volpe può apprendere una volta raggiunta una determinata età, solitamente tra i 50 e i 100 anni.
Hanno la capacità di trasformarsi e appaiono spesso come bellissime donne umane che ingannano giovani uomini.
Possono trascorrere la maggior parte della loro vita in forma umana, usando nomi, accettando di lavorare e creando una famiglia; ma capita anche che l’illusione svanisca quando improvvisamente compaiono una coda o altre caratteristiche animali.
Per poter compiere tale trasformazione la Volpe deve posare sulla propria nuca delle canne, una foglia di grande dimensioni o un teschio.
Tra le forme comunemente assunte dalle Kitsune vi sono uomini anziani, belle donne o giovani ragazze (non uomini).
Nel Giappone medioevale si credeva che le donne che si aggiravano solitarie al crepuscolo o di notte fossero Volpi.
Il termine kitsune-gao (狐顔 “faccia da volpe”) viene usato per descrivere i lineamenti umani del viso delle donne caratterizzato da una forma affilata e occhi ravvicinati, sopracciglia sottili e zigomi alti.
In alcuni racconti le Volpi mantengono dei tratti selvaggi, come ad esempio una leggera peluria sul corpo.
Mentre sono in forma umana, le Kitsune tollerano poco i cani e spesso ne sono terrorizzate.
Nei racconti sono generalmente rappresentate come amanti seduttrici che circuiscono un giovane maschio umano.
Spesso però le storie assumono una forma romantica e quando il giovane uomo sposa la Volpe non è a conoscenza della sua vera natura, in quanto moglie devota; se si sveglia dall’illusione lei è costretta a fuggire; poi però il ritorno dell’uomo alla sua comunità non è mai visto positivamente.
Se le mogli Volpe partoriscono figli, questi possono ereditare qualità speciali fisiche o soprannaturali dalla madre.
I poteri delle Kitsune
Tra le abilità in possesso delle Kitsune si possono trovare la capacità di sputare fuoco o fulmini dalla bocca o dalle code (conosciuta come kitsunebi), il potere di possedere spiritualmente le persone, entrare nei sogni, l’invisibilità, la capacità di volare e di creare illusioni complesse ed elaborate (un bel velo di maya!).
Le Kitsune possono anche modificare il tempo e lo spazio, rendere le persone folli oppure assumere altre forme oltre a quelle umane, come alberi altissimi o una seconda luna nel cielo.
Altre Volpi hanno caratteristiche simili ai vampiri e si nutrono dell’energia vitale degli esseri umani, generalmente attraverso un contatto sessuale (oh là là, questo è più frequente di quanto sembri!).
Kitsunetsuki significa letteralmente “posseduto dalla volpe”: generalmente possedevano giovani donne, entrando nel corpo della vittima attraverso un’unghia o il petto per nutrirsi della sua forza vitale, e vivendo all’interno del corpo. In alcuni casi sembra che i tratti del viso del posseduto cambiassero leggermente, in modo da ricordare le fattezze di una volpe.
Hoshi no Tama o Sfera della Stella 
Nelle rappresentazioni artistiche le Kitsune vengono spesso raffigurate a fianco di punti luminosi di forma sferica conosciuti come hoshi no tama (letteralmente “sfere stellate”)
(Hai sentito parlare degli ORBS?)
Questi punti vengono descritti anche come globi incandescenti e dato che la figura della Volpe è associata al Fuoco prendono il nome di kitsunebi (“fuoco di volpe”).
Vengono rappresentate anche sotto forma di perle o gioielli dotati di poteri magici: questi oggetti sono uno dei simboli peculiari associati alla figura del dio Inari.
Le Kitsune, quando assumono la loro forma naturale, trasportano la propria sfera tenendola tra le fauci o trasportandola sulla coda; quando cambiano forma parte del loro potere magico si trasferisce all’interno della hoshi no tama.
Un’altra tradizione vuole che la perla rappresenti proprio l’Anima della Kitsune e se la Volpe dovesse rimanere troppo tempo separata da questa giungerebbe la morte.
È possibile anche sottrarre la sfera alla Volpe, in modo da chiedere delle ricompense in cambio della restituzione.
Trickster
Talvolta le Kitsune adottano comportamenti tipici dei truffatori e degli imbroglioni; le Volpi ingannatrici possono ricorrere alla seduzione, utilizzare trucchi come illusioni e visioni per confondere, possono macchiarsi di piccoli crimini come il furto di cibo, ma anche vendicarsi o umiliare i samurai eccessivamente orgogliosi, i mercanti avidi, i preti malvagi, gli ubriaconi o le persone vanitose.
(Non ti ricordano forse Il gatto e la volpe di Pinocchio?)
Le Kitsune sono note per mantenere ciò che promettono e si sforzano di restituire qualsiasi favore; può capitare che esse si stabiliscano nell’abitazione di una persona o di una famiglia provocando problemi; ma anche le case abbandonate diventano luogo di ritrovo per le Volpi.
Le ricompense delle Kitsune sono solitamente beni immateriali come protezione, conoscenza e lunga vita.
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Per concludere: i racconti mitologici possono parlare di memorie antiche dell’Umanità; se studiati con una visione ampia mostrano analogie in tutto il mondo; nei tempi attuali viaggiano in fumetti, manga, videogiochi.
Dato che nei prossimi venti anni verranno rivelate molte informazioni sulle origini dell’Uomo, forse è meglio iniziare a stimolare i nostri sensi interiori, la nostra Immaginazione e la nostra Intuizione.
Ti ricordo anche che la maggior parte di noi è cresciuta guardando Zorro che in lingua spagnola significa “volpe” (sì, sì, mentre leggevi la parola “zorro” hai sentito il sibilo della spada che disegnava la Zeta!).
E se sei amante di astronomia e semistellari: la Costellazione chiamata Volpetta con la sua vicinanza alle Costellazioni del Cigno, dell’Aquila e della Lyra…può risvegliare in Te memorie antiche.
E allora, Buon incontro con le Kitsune, ma occhi aperti!
GuruManontroppo
